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Contenuti IPTV: cosa sono, la storia, il dibattito sulla legalità degli stessi


È tra gli argomenti più dibattuti sulla rete dell’ultimo periodo. Stiamo parlando delle IPTV, un sistema che permette di vedere i canali della tv tramite la rete di internet. Sostanzialmente si tratta della trasmissione di dati e contenuti televisivi attraverso le reti IP o Internet Protocol (da cui IPTV). Un modo innovativo, totalmente diverso dai canali tradizionali di trasmissione come quella terrestre, quella satellitare o quella via cavo. A differenza dei contenuti multimediali scaricati, l’IPTV offre la possibilità di vedere in streaming le immagini in maniera continuativa. Purtroppo, questo sistema di trasmissione deve la sua fama all’utilizzo illegale che ne è stato fatto nel tempo, soprattutto negli ultimi anni con la trasmissione di canali e contenuti per cui è previsto un servizio a pagamento.

Ma a certificare la bontà dell’innovazione portata avanti dai sistemi IPTV è la stessa dicitura che compare negli store ufficiali delle più grandi compagnie hi-tech che propongono smart tv di ultima generazione. L’altra faccia della medaglia è però rappresentata dall’utilizzo che, in maniera impropria e del tutto illegale, si è diffuso nel paese negli ultimi tempi, ovvero quello di godere di contenuti multimediali coperti da diritto d’autore, come ad esempio le gare di calcio, Serie A e Champions League nel particolare. Un mercato, quest’ultimo, che è stato stimato in due milioni di utenti solo in Italia. Ma esistono decine e decine di canali dove sono trasmessi contenuti gratuiti e del tutto legali. Di conseguenza, per seguire le gesta dei calciatori di Juve, Inter, Atalanta e Napoli impegnati nei gironi di Champions League, sarà sempre necessario dotarsi di relativo abbonamento alle più note pay-tv.

Fino a venti anni fa, trasmettere un canale televisivo online era ritenuto impossibile dati i limiti del segnale di banda delle telecomunicazioni e la compressione dei file video. Le recenti conquiste tecnologiche nel campo della trasmissione dei media unite all’introduzione di nuove e più potenti bande di linee telefoniche hanno reso possibile questo nuovo sistema di trasmissione televisiva. Le prime dirette in webcast nacquero così nel 1998 per mezzo della webradio AudioNet. Nello stesso periodo la Kingston Communications lancia in Gran Bretagna la Kingston Interactive Television, il primo servizio IPTV per abbonati alle linee ADSL.

Da allora il servizio di trasmissione IPTV ha conquistato anno dopo anno milioni di utenti in tutto il mondo, fino a raggiungere gli 83 milioni di utenti nel 2013. La maggior parte degli utilizzatori delle IPTV si trova nei paesi asiatici e in Europa, mentre è nei paesi nordamericani che i servizi IPTV generano maggiori incassi per i servizi erogati, per un totale di decine e decine di miliardi di dollari raggiunti nel primo decennio del nuovo millennio. La trasmissione di contenuti multimediali via internet ha offerto vantaggi significativi, compresa la possibilità di trasformare il proprio televisore di casa in un personal computer.

Come detto in precedenza, l’IPTV prevede l’utilizzo di una connessione internet veloce (basti pensare che Netflix richiede una velocità consigliata di 5 Mbps per poter vedere i video in qualità HD e 25 Mbps per i video Ultra HD). Altro punto necessario è quello di munirsi di un decoder IPTV in modo da trasformare il proprio televisore del salotto in un personal computer. L’ultimo e fondamentale passaggio è scaricare la lista dei canali delle IPTV che altro non è che un file contenente tutti i dettagli e gli estremi per accedere ai canali di trasmissione.

Il problema, se così si può chiamare, risiede proprio in queste liste. In rete sono presenti migliaia e migliaia di liste e alcune di queste comprendono anche canali per i quali è previsto originariamente un canone o un servizio in abbonamento, come per i più noti canali televisivi di Sky, Netflix o Premium. Ma sono anche tantissime le liste che condividono canali che nascono per essere trasmessi i modalità del tutto gratuita. Spesso, per accedere a queste liste del tutto illegali, viene richiesto anche un piccolo pagamento che favorisce oltremodo l’espandersi di questa pratica che, è bene ribadirlo, contravviene a tutte le norme di legge.

 

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